Tra libri di testo e eserciziari: ritrovare il metodo di studio del greco antico
L’episodio più impacciato all’inizio della nostra sessione di ripetizioni è scaturito dalla mia domanda: “Puoi mostrarmi il tuo testo di greco antico?”. Si potrebbe immaginare che il dettaglio sfuggente fosse l’autore, l’editore o persino il titolo dell’opera. Contrariamente alle attese, ciò che si è perduto non è un mero dettaglio, ma l’intera esistenza di questo illusorio volume, mettendo in evidenza la necessità di adottare un metodo di studio per il greco antico.
Il 99% degli studenti studia la grammatica sul libro degli esercizi: “ma prof tanto sull’eserciziario c’è tutto di teoria”.
Quindi si evita la fatica erculea di seppellire dalla polvere il manuale di greco e di aprirlo e studiarlo.
Perché i miei tempi del ginnasio, lontano 1992, esisteva il libro di teoria, che conteneva solo ed esclusivamente la grammatica di greco, e il libro “esercizi testi” in cui si trovano solo gli esercizi di declinazione, coniugazione, frasi e versioni? Perché, mi sono chiesta, il mio libro di esercizi non ha nemmeno una pagina di riepilogo grammaticale e tutte le volte dovevo per forza aprire la teoria, se avessi avuto un dubbio?
L’Ordine mentale e l’importanza dell’organizzazione
La risposta può essere tanto semplice quanto banale e sconcertante: il mio cervello, come il tuo, è ordinato e pretende ordine nelle informazioni che riceve. Altrimenti fa cortocircuito, va in blocco e mi lascia da sola, aiuto!
Il mio cervello sa che deve studiare studiare, cioè sa che deve immagazzinare, macinare e maturare nuove informazioni, si predispone ad accogliere con intelligenza, in modo da guardare su uno schema pulito con una impostazione ordinata ed esaustiva le nozioni.
E allora do ragione al fatto che la parola teoria dal verbo θεωρέω in greco significa visione: guardo, osservo, sono spettatore, studio.
La dinamica del metodo di studio
Quando poi, in un momento successivo, apro il volume di esercizi, passo, per così dire, alla seconda fase: agisco, non sono più spettatore, salgo sul palcoscenico, faccio, mi muovo, risolvo il grande enigma della traduzione. Non ho più né tempo né spazio per studiare e incamerare nozioni, notizie, regole: è ora di fare!
Studiare il greco è come essere, stare a teatro 360°: prima stai tra il pubblico e guardi, studi i modi di recitazione, le parti del dramma, la scenografia, la coreografia, la musica eccetera…
E poi salti sul palcoscenico e metti in pratica, metti a terra tutto ciò che hai vissuto lato poltroncine.
Vivere così teoria ed esercizi mi ha dato una valida e visiva giustificazione che i miei vecchi libri, di sicuro con una grafica meno attraente rispetto quelli di oggi, mi hanno aiutato molto di più ad affrontare queste due fasi del mio studio di greco classico.
Non è detto che tutto quello che è comodo, come avere teorie ed esercizi in un solo libro, sia d’aiuto. A volte fare uno sforzo in più non mi fa perdere tempo, anzi, lo guadagno! Perché aiuto la mia mente ad essere pulita ordinata lucida.
Scegliere il giusto metodo di studio del greco antico
Quindi sei disposto ad aiutare il tuo cervello e a semplificarti la vita? Immagino di sì. Allora da questo preciso istante puoi cominciare a vivere il tuo studio di greco partendo dal libro di teoria, studiando con ordine tutte le regole e le eccezioni (evitando il surrogato di teoria del libro), e poi puoi metterti alla prova e sfidarti sul libro degli esercizi.
Apprezza il valore che hai con i libri che ti vengono suggeriti: usali, consumali… Sono i tuoi alleati!






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