Studi ore e poi a scuola durante l’interrogazione ti si spegne il cervello

Succede a molti studenti: studiano tanto ma la mente si blocca. Al Parco CityLife, LaProfDigitale.it ha mostrato come riallineare energia, emozioni e attenzione per entrare lucidi all’interrogazione.

Tempo di lettura: 5 minuti

Milano, Parco CityLife: quando sport e scuola si incontrano

Sabato 11 ottobre, nel cuore di Milano, si è chiuso il Campus Day “Datti una Mossa”, organizzato da LaProfDigitale.it al Parco CityLife. Una mezza giornata intensa, tra esercizi di respiro, attività dinamiche e momenti di confronto, dedicata agli studenti liceali che ogni giorno combattono una battaglia invisibile: quella tra studio, ansia e lucidità.

L’evento, completamente gratuito, ha riunito studenti attorno a un messaggio chiaro: sport e scuola possono coesistere, e quando attenzione, energia ed emozioni si allineano, la mente smette di bloccarsi.

Sul palco, insieme al team de La Prof Digitale — Ilaria Anna Lucini, Alessandro Scaietti Martinelli e Miriam Jahier — è salita un’ospite d’eccezione: la campionessa olimpionica Daisy Osakue, accompagnata dalla sua allenatrice Maria Marello, responsabile tecnica della SISPORT di Torino. Un duo straordinario che ha portato non solo medaglie e risultati, ma anche una visione profonda sul valore dell’equilibrio tra performance e benessere.

Il quotidiano Il Giorno ha dedicato un trafiletto all’evento nella sua edizione milanese dell’11 ottobre:

“Oggi Campus Day al Parco CityLife per gestire studio e attività sportiva” — Il Giorno, 11/10/2025.

Ansia da interrogazione: un blackout più comune di quanto sembri

C’è chi studia ore, riempie quaderni di appunti, sottolinea fino a consumare i pennarelli. E poi, al momento dell’interrogazione, il cervello si spegne come un computer in crash.

Succede a più studenti di quanti si pensi.

“Quando la prof chiama, molti si nascondono nello zaino”, scherza il Performance Coach Alessandro Scaietti Martinelli durante l’apertura del Campus. “Ma la sfida non è mai verso l’esterno: è verso noi stessi”.

Proprio da qui nasce l’idea di una giornata in cui corpo e mente imparano a muoversi insieme. Niente teoria astratta: solo esperienze pratiche per capire come si entra lucidi — a scuola, nello sport e nella vita.

Durante il risveglio attivo, le squadre si sfidano tra mini staffette e giochi di gruppo. L’energia cresce, le risate anche.
L’obiettivo è semplice ma potente: mostrare che muovere il corpo prepara la mente.

I tre principi chiave per entrare lucidi

1 – Il vero bisogno è entrare lucidi, non sapere tutto

Lo ha ricordato più volte La Prof Digitale nel corso dell’evento: l’ansia è solo energia senza direzione. Preparare tutto alla perfezione non serve, se poi ti manca l’ordine mentale nei primi trenta secondi.

La soluzione? Allenare l’ingresso mentale: tre respiri, una frase d’attacco, un pensiero positivo. Come negli sport individuali, l’importante non è conoscere ogni regola, ma essere pronti al via.

“Ogni studente deve avere il suo rituale di partenza”, spiega Miriam Jahier, psicologa dello sport. “È il momento in cui il cervello smette di reagire e inizia ad agire”.

2 – Richiamo > rilettura infinita

Altro punto emerso con chiarezza: leggere dieci volte non equivale a ricordare. Durante il laboratorio “Il mio massimo oggi è…”, ogni studente scrive su un post-it la propria soglia di rendimento del momento. Poi, con un gesto semplice ma potente, lo attacca su un grande pannello motivazionale.

“Ricordi davvero solo ciò che riesci a spiegare con parole tue”, ha ribadito Ilaria Anna Lucini. “Parlare ad alta voce non è una perdita di tempo, è un atto di chiarezza”.

3 – Ritmo > quantità

Il terzo principio è un piccolo manifesto: meglio blocchi brevi e replicabili che maratone di studio. Nel linguaggio dello sport, è la differenza tra allenarsi e spremersi. Chi impara a dosare le forze, mantiene la concentrazione e la motivazione a lungo.

“Non serve sapere tutto, serve arrivare pronti al momento giusto”, ha sintetizzato Alessandro Scaietti Martinelli.

La voce dell’olimpionica Daisy Osakue

Quando prende il microfono, Daisy Osakue sorride e la platea si ammutolisce.

“Anch’io ero come voi,” dice. “Avevo mille passioni, mille impegni, e tutti mi dicevano: scegline uno solo. Ma io non ci stavo”.

Con la sua consueta energia contagiosa, racconta il percorso che l’ha portata dal liceo linguistico di Torino — dove studiava inglese, spagnolo e francese — fino alla finale olimpica nel lancio del disco.

“Ho studiato Criminal Justice in America, poi un master in Communication. Ora sto finendo un master in Sociologia. Allenarmi e studiare insieme mi ha insegnato che non bisogna mai rinunciare a una parte di sé”.

Accanto a lei, Maria Marello ascolta e sorride. È stata la sua allenatrice e mentore fin dagli inizi:

“Daisy è la dimostrazione che mente e corpo crescono insieme. Lo sport non sottrae tempo allo studio: lo disciplina”.

Durante il talk, Daisy si ferma spesso a dialogare con gli studenti, con quel tono ironico e diretto che conquista.

“Sapete cos’è il lancio del disco? È la disciplina più faticosa dell’atletica. Ma anche la più liberatoria. Ti obbliga a concentrarti, a respirare, a lasciare andare tutto al momento giusto. Proprio come un’interrogazione”.

Poi, con un sorriso che resta impresso:

“Se ti dicono che non è per te, rispondi con i fatti. Io lo faccio ogni giorno”.

Cosa imparano davvero gli studenti

Alla fine della mattinata, le voci dei ragazzi convergono sugli stessi tre effetti:

  • testa più leggera,
  • direzione chiara,
  • motivazione concreta.

Qualcuno scrive sul cartellone dei pensieri finali: “Mi porto a casa che posso fare tutto, ma non tutto insieme”. Un altro aggiunge: “Ho scoperto che anche il respiro è un metodo di studio”.

Ed è esattamente il cuore del Campus Day: far vivere agli studenti, nel corpo e nella mente, la sensazione che la lucidità si costruisce, non si improvvisa.

“Quando allinei attenzione, energia ed emozioni, arrivi più lucido all’interrogazione e l’ansia smette di guidare”, riassume Ilaria Anna Lucini (LaProfDigitale.it) durante la chiusura.

Perché non devi mollare lo sport per studiare

Il messaggio di fondo dell’intera giornata è controintuitivo, ma scientificamente fondato: ridurre lo sport per studiare di più è spesso un errore. Lo conferma Miriam Jahier, psicologa dello sport e psicoterapeuta:

“Il movimento giusto, collocato nel punto giusto della settimana, accende la chimica utile a memoria e concentrazione. L’attenzione non nasce dallo sforzo, ma dall’energia gestita”.

Tradotto in pratica: due o tre micro-slot di movimento, anche brevi, rendono lo studio più produttivo. Chi si muove regolarmente, sviluppa funzioni esecutive più stabili — cioè la capacità di iniziare, restare sul compito, e chiudere con chiarezza.

In altre parole: lo sport non toglie tempo allo studio. Lo potenzia.

Guida rapida in 10 minuti per gestire ansia e lucidità

Le tecniche condivise al Campus Day sono semplici e replicabili. Ecco una versione “da scrivania”, per chi vuole provarle a casa:

Passo 1 — Apertura pronta (3 minuti)
Scrivi due frasi d’attacco sul tema che stai studiando. Leggile una volta, poi dille a voce.
È il tuo start mentale: prepara il cervello al contatto con la realtà.

Passo 2 — Richiamo mirato (5 minuti)
Chiudi il libro. Fatti tre domande: una generale, una specifica e una “tranello”.
Rispondi a voce. Poi riapri e correggi. Gli errori, qui, sono allenamento.

Passo 3 — Ritmo visibile (2 minuti)
Stabilisci un orario preciso per riprendere domani.
Non lasciare il tempo al caso: chi segna il ritmo, guida la mente.

L’invito: come partecipare alla prossima edizione

Il Campus Day “Datti una Mossa” non è una giornata di teoria. È un’esperienza che ti cambia il modo di studiare, muoverti e respirare. Chi c’era lo sa: si esce diversi, più leggeri e più centrati.

La prossima edizione è già in preparazione.
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“Il successo non è un punto d’arrivo, ma il ritmo che scegli ogni giorno”.
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Domande frequenti

Perché mi blocco durante le interrogazioni anche se ho studiato tanto?
Succede perché l’ansia attiva una risposta fisiologica di difesa: il cervello va in modalità allarme e riduce l’accesso alla memoria. Con esercizi di respiro e due frasi d’attacco — come insegnato al Campus Day “Datti una Mossa” — puoi riattivare lucidità e concentrazione in pochi secondi.
Come posso gestire l’ansia da interrogazione e arrivare lucido a scuola?
Il metodo più efficace unisce corpo e mente. Bastano tre passaggi: respirazione consapevole, richiamo a voce (spiegare con parole proprie) e ritmo di studio costante. Sono le basi di ansia da interrogazione come arrivare lucidi consigli pratici, applicate dagli studenti durante l’evento.
Sport e scuola insieme peggiorano o migliorano la concentrazione?
Migliorano, se organizzati bene. Lo sport stimola dopamina e ossigenazione cerebrale, aiutando memoria e attenzione. Due o tre micro-slot settimanali di movimento, anche brevi, potenziano la lucidità durante lo studio e riducono la fatica mentale.
Chi era presente al Campus Day “Datti una Mossa”?
L’evento si è svolto a Milano, al Parco CityLife, con il team LaProfDigitale.it e ospiti speciali come l’olimpionica Daisy Osakue e la sua allenatrice Maria Marello, che hanno raccontato come sport e studio possano convivere senza stress.
Dove posso iscrivermi per partecipare alla prossima edizione del Campus Day?
Puoi entrare nella lista prioritaria studenti di LaProfDigitale.it per ricevere in anticipo date, bonus e materiali esclusivi sul metodo per gestire ansia e lucidità nello studio.

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